Scheumorfismo, Flat Design e Neumorfismo: evoluzione nel campo dell’UI design.

Nel campo dei software, le interfacce utente e, di conseguenza, l’UI design sono sempre stati un punto fondamentale per chi usufruisce dei dispositivi informatici.

A partire dalle prime versioni dei sistemi operativi fino all’avvento degli smartphones, si è sempre reso necessario trovare il giusto modo per poter guidare l’utente visivamente a tutte le funzioni dei software a disposizione, soprattutto a partire dagli anni 2000, dove la diffusione dell’informatica ha subito un’ascesa esponenziale, entrando a far parte del quotidiano.

Per questo, l’approccio grafico ha subito diverse evoluzioni nel tempo, in base sia alle esigenze che ai trend del periodo storico.

Diamo, quindi, un’occhiata a quelli che sono stati gli stili di design principali che hanno caratterizzato soprattutto il nuovo millennio.

Scheumorfismo nell’UI design

Lo scheumorfismo, nel campo del design digitale, è stato utilizzato per le interfacce utente di diversi sistemi operativi, come Apple MacOS, iOS, Android e Windows.

L’idea dietro questo stile di design era quello di rappresentare le varie finestre e icone con un metodo che richiamasse le controparti del mondo reale: ad esempio, le icone della Rubrica o della calcolatrice facevano uso di effetti rilievo e riflessi per sensazioni di 3D e una somiglianza agli oggetti di uso comune nella vita quotidiana. Questa tecnica di design era volta a semplificare l’approccio da parte degli utenti verso i dispositivi e dare un senso di familiarità. La tecnica fu resa molto famosa da Apple quando lanciarono il primo modello di iPhone nel 2007.

Lo scheumorfismo non si limitò solo al campo dell’UI design: fu infatti utilizzato anche per la corporate identity di diverse aziende: ad esempio, Instagram ha fatto uso di un’icona per la propria app costituita da una macchina fotografica che somigliasse a una reflex utilizzata nel quotidiano e cosi via.

Flat Design

Con il tempo, però, grazie all’evoluzione del web e della digitalizzazione del mondo, si è pensato che tali tecniche di design potessero essere abbandonate in favore di un design più pulito e volto al minimalismo e alla funzionalità.

Tale tipo di design, conosciuto come Flat Design, nel campo dei sistemi operativi, fu dapprima utilizzato da Microsoft con il loro sistema operativo Windows 8, e successivamente adottato da Apple per iOS 7 nel 2013 e Android a partire dalla versione 5.0 (Lollipop).

Tale stile di design ha raggiunto una popolarità elevatissima, tanto da diventare lo standard negli ultimi 10 anni.

La scelta del flat design rispetto allo scheumorfismo ha portato a non poche critiche, però, portando molte interfacce utente ad essere considerate più difficili da comprendere rispetto al passato dato il minimalismo degli elementi.

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Neumorfismo nell’UI design

Nel 2019, su Dribbble, una nuova tecnica di design si è affermata, diventando virale in poco tempo.

Definita Neumorfismo, si basa sugli stessi principi di minimalismo e pulizia di design caratteristici del Flat Design, ma aggiungendo tridimensionalità grazie a giochi di luci e ombre sugli elementi dell’interfaccia. Lo schema di colori utilizzato è caratterizzato dal basso contrasto tra gli elementi e lo sfondo.

Il neumorfismo, come il Flat Design, ha suscitato non poche critiche da parte di diverse persone, che lo hanno definito come un design che sfavorisce drasticamente coloro che hanno impedimenti visivi, dato uno schema di colori a basso contrasto, rendendo, in alcuni casi, troppo difficile distinguere gli elementi dell’interfaccia e lo sfondo.

Tuttavia, usando uno schema di colori Dark, sono stati ottenuti risultati più promettenti.

C’è da dire, però, che il Neumorfismo è ancora una nuova tendenza nel campo dell’UI design, e per questo si è ancora incerti sul suo futuro: diventerà popolare tanto da sostituire il Flat Design, oppure sarà solo un trend di passaggio?

Conclusioni

Mentre è innegabile che lo Scheumorfismo e il flat design hanno avuto un impatto storico per l’UI Design, il Neumorfismo è ancora troppo acerbo per rappresentare una vera e propria innovazione.

Nel tempo, si vedrà se effettivamente si affermerà come vero e proprio standard per le interfacce utente.

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